“Per anni sinistra e M5S hanno accusato il Governo Meloni di aver rovinato il PNRR ereditato da Conte, ma i fatti mostrano altro. Il primo piano di Conte fu bocciato dall’Europa e riscritto da Draghi; inoltre l’Italia scelse una quota molto alta di prestiti. Conte puntò su annunci e fissò circa 600 obiettivi, mentre al Governo Meloni è toccato attuarli mantenendo i 194,4 miliardi complessivi. Il decreto attuale punta soprattutto a semplificare la burocrazia, che pesa molto su imprese e famiglie. Sono stati eliminati migliaia di atti normativi e introdotte misure come l’’once only’ (la PA usa dati già disponibili), con strumenti digitali e procedure più snelle. In sanità, dopo anni di tagli a ospedali e personale, il problema principale era la mancanza di medici non prevista dal piano originario: abbiamo stanziato fondi per assunzioni e introdotto soluzioni come la telemedicina. Sono state inoltre autorizzate nuove assunzioni, aumenti e il trattenimento dei medici più anziani. I comuni, che gestiscono decine di migliaia di progetti, ricevono più risorse e strumenti per il personale e procedure semplificate. Infine, la riforma sulla disabilità aggiorna le definizioni, semplifica le certificazioni e introduce un progetto personalizzato per ogni persona, con estensione nazionale prevista dal 2027”.
Così la deputata della Lega Vanessa Cattoi, relatrice del Dl Pnrr.