STEFANIA SEGNANA ASSESSORE PROVINCIALE TRENTO 2 GENNAIO 2018 FOTO PAOLO PEDROTTI

Quando una strada, attesa da decenni diventa un simbolo di immobilismo burocratico, il tempo delle parole è finito. La circonvallazione di Torbole serve, e serve ora, non solo come soluzione viabilistica, ma come atto di responsabilità nei confronti di una comunità che soffoca sotto il peso di un traffico insostenibile.

L’Alto Garda, uno dei motori economici e turistici del Trentino, non può più permettersi di restare ostaggio di veti incrociati e di visioni parziali. Mi riferisco alle accuse mosse dal movimento Campobase, che parla di “soluzioni disarmoniche e irrispettose della volontà della comunità” con riferimento alla necessità di preservare il territorio e a un presunto dialogo interrotto. L’opera non è stata affatto calata dall’alto, come qualcuno vorrebbe far credere. Nasce da un confronto tecnico approfondito con i territori e soprattutto da una necessità oggettiva ed evidente: togliere l’enorme flusso di traffico e l’inquinamento che ogni giorno avvelenano il centro abitato di Torbole. Abbiamo messo sul tavolo più ipotesi e abbiamo scelto quella ritenuta più realistica e immediatamente cantierabile.

Respingiamo con forza l’uso di termini allarmistici: parlare di “sfregio al territorio” per descrivere una soluzione progettuale che prevede quasi interamente un tracciato in galleria è una forzatura retorica. Il vero sfregio, quello che si consuma quotidianamente sulla pelle dei residenti e sulla qualità dell’offerta turistica, è continuare a lasciare migliaia di veicoli, in particolare nei mesi estivi, bloccati e in marcia lenta dentro l’abitato di Torbole.

Campobase, nella sua critica, denuncia che la nuova soluzione sia un progetto “accorciato e ridotto nei costi” rispetto alle previsioni storiche e teme un impatto negativo sul territorio agricolo del Linfano, un’area considerata di pregio. Non è così: ridurre i costi non significa affatto compromettere la qualità o la funzionalità dell’infrastruttura. Al contrario: la nuova soluzione, selezionata anche per la sua sostenibilità economica e l’impatto ambientale ridotto, è più efficiente in termini di tempistiche realizzative e di integrazione con la rete esistente.

Come Provincia, sottolineiamo come il progetto attuale, pur essendo una revisione rispetto a piani vecchi di un decennio, rispetta i vincoli ambientali e si inserisce in modo coerente nella pianificazione strategica provinciale, la quale mira a sbloccare finalmente i cantieri. Non si tratta di cancellare il lavoro del passato, ma di aggiornarlo alla realtà attuale, alle nuove normative e soprattutto alle risorse disponibili. Non possiamo permetterci di restare bloccati su un progetto faraonico quando possiamo realizzarne uno efficace e necessario subito. La nuova soluzione è stata ponderata anche in relazione alla tutela della zona del Linfano, garantendo l’assolvimento di tutti gli adempimenti ambientali.

La nostra maggioranza difende con convinzione la scelta della Giunta Fugatti di stanziare 150 milioni di euro – una cifra significativa e concreta – per un’infrastruttura che il territorio attende da trent’anni e che si inserisce nel quadro delle opere strategiche come il tunnel Loppio-Busa, la cui realizzazione sta procedendo a ritmi serrati. Questo approccio garantisce organicità e sequenzialità negli interventi di mobilità dell’Alto Garda. La Provincia ascolta tutti i pareri, riceve le istanze e le preoccupazioni, ma alla fine deve decidere con la responsabilità che le compete. Le grandi opere pubbliche non si annunciano per ottenere un consenso elettorale temporaneo, si realizzano per una necessità infrastrutturale prioritaria e non più procrastinabile.

Se la circonvallazione di Torbole arriverà nei tempi previsti, sarà il simbolo di un Trentino che si muove, che supera l’inerzia e che investe concretamente nel futuro e nella vivibilità dei propri centri. Se resterà invece ostaggio dei veti e delle interminabili discussioni sul metodo, condannerà l’Alto Garda alla congestione per altri decenni.