Nel corso della discussione in aula sulla manovra economico-finanziaria provinciale 2026–2028, è
stata approvata la proposta di ordine del giorno presentata dal consigliere Roberto Paccher (Lega
Trentino), dedicata alla valorizzazione dei pascoli trentini, in vista del 2026 – Anno Internazionale
dei Pascoli e dei Pastori, proclamato dalla FAO.
“La risoluzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura richiama l’attenzione mondiale sul ruolo strategico di pascoli e pastori per la sicurezza alimentare, la tutela della biodiversità, la gestione delle risorse idriche e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Temi che – ha evidenziato Paccher – assumono un significato particolare per il Trentino, territorio in cui l’alpeggio e la vita in malga rappresentano da secoli un patrimonio agricolo, culturale e identitario di valore inestimabile.”
«I pascoli trentini non sono solo paesaggi suggestivi – ha spiegato Paccher nel suo intervento – ma un presidio ecologico, economico e sociale che custodisce tradizioni, lavoro e saperi che appartengono alla storia della nostra gente. In un momento in cui la montagna chiede attenzione e nuove strategie di sostegno, il 2026 rappresenta un’occasione straordinaria per riaffermare il ruolo dei pastori e dell’agricoltura d’alpeggio nel futuro del nostro territorio».
La proposta di ordine del giorno approvata impegna la Giunta provinciale a rafforzare il lavoro del Tavolo Zootecnia, consolidando la collaborazione tra Federazione Allevatori e Fondazione Mach, per individuare soluzioni condivise sul recupero e sulla manutenzione dei pascoli. In aggiunta, invita a procedere all’aggiornamento dello studio su Prati e pascoli in Trentino, pubblicato ormai vent’anni fa, valutando anche la predisposizione di un manuale tecnico per la gestione dei pascoli, utile per orientare in modo uniforme e scientifico le pratiche sul territorio.
«Tutela del paesaggio, promozione dell’agricoltura di montagna, cura della biodiversità e sostegno a chi vive la montagna ogni giorno: queste – ha concluso Paccher – sono le direttrici politiche che intendiamo rafforzare con questa proposta. Il 2026 deve essere l’anno in cui il Trentino riafferma con forza il valore dei suoi pascoli e di chi li custodisce».
