“Vedere oggi i primi ventotto laureati della Scuola di Medicina e Chirurgia di Trento è una
soddisfazione immensa, che ripaga anni di lavoro istituzionale e di scelte coraggiose.” Così la
consigliera provinciale Stefania Segnana, che ha ricoperto l’incarico di assessore alla Salute, alle
politiche sociali e alla famiglia fino al novembre 2023, commenta la notizia della prima sessione di
laurea della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Trento, in collaborazione con
l’Università degli Studi di Verona.
“Quella di questi giorni – prosegue Segnana – non è soltanto una festa per gli studenti, le famiglie e
l’intero Ateneo trentino, ma la conferma che la Provincia Autonoma di Trento e la Giunta guidata
dal presidente Maurizio Fugatti hanno saputo cogliere per tempo un bisogno reale del territorio:
quello di formare in Trentino i medici di cui il Trentino avrà bisogno.”
Una scelta politica lungimirante. La Scuola di Medicina e Chirurgia è nata nel 2020 come Scuola
interateneo, frutto di un accordo con l’Università di Verona che ha permesso di superare in tempi
rapidi una lacuna storica della formazione universitaria trentina. Un percorso istituzionale che
Segnana ricorda di aver seguito e guidato nella sua prima fase, quale assessore competente in
materia di Salute.
“Ricordo bene le difficoltà di quei mesi – dichiara Segnana – e ricordo altrettanto bene la
determinazione con cui, come Giunta, abbiamo scelto di crederci fino in fondo, quando in pochi
erano convinti che ce l’avremmo fatta. Ringrazio anche l’Università di Trento che, dopo le
perplessità iniziali e le criticità, ci ha messo tutto l’impegno possibile affinché si arrivasse a questo
risultato. Oggi, di fronte ai sorrisi e alle lacrime di gioia dei primi laureati e delle loro famiglie, posso
dire con orgoglio che quella scommessa politica era giusta.
Una risposta concreta alla carenza di medici, Segnana sottolinea come l’iniziativa nata sotto la sua
delega risponda a un’esigenza sempre più sentita dal sistema sanitario provinciale: “La carenza di
medici sul territorio è una sfida che tocca da vicino i cittadini trentini, in particolare nelle valli e nelle
aree più periferiche. Aver investito, con lungimiranza e determinazione, nella formazione di nuovi
camici bianchi direttamente in Trentino significa aver dato una risposta concreta, strutturale e
duratura a questo problema, anziché limitarsi a soluzioni emergenziali”.Un ringraziamento e uno
sguardo al futuro.
La consigliera rivolge un pensiero ai neolaureati e a quanti hanno reso possibile questo traguardo:
“Un ringraziamento sentito va ai docenti, ai ricercatori e a tutto il personale universitario e sanitario
che hanno creduto in questo progetto, e naturalmente ai giovani medici che da oggi iniziano il loro
percorso. Sono certa che sapranno essere, come ha detto loro la presidente di commissione,
autentici pionieri per la sanità trentina di domani”.
“Come Giunta Fugatti abbiamo posto le fondamenta di un progetto che guarda lontano – conclude
Segnana – e sono orgogliosa di aver contribuito, nel ruolo che allora ricoprivo, a costruire le
condizioni istituzionali che oggi permettono a Trento di formare i propri medici, per il bene di tutta
la comunità trentina.”