“Oggi a Milano si è tenuto l’evento ‘Facciamo squadra: giochiamo d’anticipo contro il rischio di recidiva del tumore al seno’. Insieme ad Anna Maria Mancuso e agli altri relatori, abbiamo affrontato un tema ancora troppo poco discusso: il ‘dopo’ le cure oncologiche.

Non basta curare bene la malattia acuta. Oggi dobbiamo prenderci cura nel tempo, garantendo non solo la sopravvivenza ma anche la qualità della vita. In Italia vivono oltre 3,7 milioni di persone dopo una diagnosi di tumore e ogni anno si registrano circa 390.000 nuove diagnosi. Una quota significativa di questi pazienti convive con il rischio di recidiva, che può riguardare fino al 30% dei casi a seconda del tipo di tumore.

Le recidive rappresentano non solo un dramma umano, ma anche un costo economico elevato per il sistema sanitario. Per questo serve un salto di qualità: una rete nazionale di follow-up oncologico uniforme, la piena attuazione del Decreto Ministeriale 77 con un ruolo centrale della sanità territoriale (case di comunità, infermieri di famiglia e medici di medicina generale), e l’utilizzo efficace delle risorse del Pnrr.

In particolare, l’emendamento approvato a mia prima firma (ma frutto del lavoro dell’intergruppo “insieme per un impegno contro il cancro” punta a potenziare nelle case di comunità la telemedicina e il telemonitoraggio, mettendo in collegamento diretto il paziente oncologico con gli specialisti, riducendo gli accessi ospedalieri e garantendo un monitoraggio più tempestivo e continuo.

Dobbiamo inoltre rafforzare il Piano Oncologico Nazionale con obiettivi chiari sulla prevenzione della recidiva, puntando su aderenza alle terapie, riabilitazione e stili di vita corretti, che possono ridurre il rischio fino al 20-30% in alcuni tumori.

Dietro questi numeri ci sono persone che hanno già affrontato una malattia durissima e che non vogliono essere lasciate sole. La prevenzione della recidiva è il banco di prova di una sanità moderna: non solo curare quando il problema esplode, ma accompagnare, monitorare e prevenire”.

Così la deputata della Lega Vanessa Cattoi intervenuta alla conferenza di oggi a Milano.