La Giunta ha accolto la proposta presentata dalla Consigliera per rafforzare la rete territoriale di contrasto alla violenza di genere
È stata illustrata in Consiglio provinciale la proposta di mozione a firma della consigliera Stefania Segnana (Lega), che impegna la Giunta provinciale ad attivare due nuove sedi periferiche del Centro antiviolenza, possibilmente a Borgo Valsugana e a Tione, e a valutare un incremento di posti letto nella Casa Rifugio ad indirizzo segreto, per ospitare un numero maggiore di donne con i propri figli.
Nel suo intervento in aula, la consigliera Segnana ha rimarcato come la proposta nasca dal confronto diretto svolto sul territorio con le amministrazioni locali e le Comunità di Valle: “Valsugana e Giudicarie rappresentano attualmente due aree scoperte da questo specifico servizio. La necessità di una presenza capillare nasce proprio dall’ascolto del territorio e dei bisogni delle comunità locali. Questa mozione è la naturale prosecuzione di un percorso che la Giunta ha già tracciato con chiarezza” ha dichiarato Segnana “Sono già state aperte le sedi a Cles, Cavalese, Rovereto e successivamente Riva del Garda. Oggi chiediamo di completare questo disegno, portando un presidio qualificato anche in Valsugana e nelle Giudicarie”.
I risultati parlano chiaro: 125 donne accolte nei servizi residenziali e 531 seguite complessivamente dai Centri antiviolenza nel 2024, a conferma dell’efficacia di un sistema che si è progressivamente rafforzato grazie all’azione politica della Giunta, che con delibera n. 1289 del luglio 2023 aveva già avviato la realizzazione di una seconda Casa Rifugio ad indirizzo segreto e l’estensione dei servizi territoriali, con effetti misurabili sull’aumento degli accessi.
Ripercorrendo le tappe del lavoro avviato e l’evoluzione del dibattito, Segnana ha spiegato: “Inizialmente dal confronto con chi si occupa del tema, si riteneva che fosse opportuno avere un unico centro antiviolenza a Trento, accanto ai principali nodi di trasporto, per evitare che le donne dovessero temere di essere riconosciute. L’esperienza e l’aumento delle richieste hanno però dimostrato che la presenza territoriale è fondamentale: abbatte le barriere, riduce l’isolamento e permette di superare la paura di non trovare sostegno adeguato. I dati dimostrano che la strada imboccata è quella giusta” ha aggiunto la consigliera “più la rete è capillare, più le donne riescono ad avvicinarsi ai servizi. Ogni nuovo punto di ascolto significa abbassare la soglia di accesso, ridurre l’isolamento, attivare prima la protezione. Con questa mozione chiediamo di fare un ulteriore passo avanti, nell’interesse di tutte le comunità della nostra provincia”.
La proposta chiede inoltre di incrementare i posti disponibili nella Casa Rifugio ad indirizzo segreto, per evitare che le donne, spesso accompagnate dai figli, debbano essere ospitate fuori provincia, con i disagi che ne conseguono in termini di continuità scolastica, lavorativa e affettiva.
Come sottolineato dalla consigliera, evitare il trasferimento fuori provincia garantisce una maggiore serenità ai minori ed evita costi di accoglienza esterna per l’amministrazione, permettendo di riutilizzare le risorse direttamente sul territorio trentino.
La proposta di mozione è stata accolta favorevolmente dalla Giunta provinciale che ha confermato l’accoglimento della mozione e la piena condivisione dell’impegno a potenziare la rete dei servizi antiviolenza e dell’accoglienza protetta sul territorio provinciale.