Il tema della sicurezza urbana e della gestione dei flussi migratori torna al centro del dibattito politico provinciale. Negli ultimi mesi, anche in Trentino, alcuni episodi hanno riacceso l’attenzione su situazioni di irregolarità già note alle autorità, come nel caso recente della rissa avvenuta in piazza Dante a Trento, che ha evidenziato le difficoltà operative legate alla presenza sul territorio di soggetti destinatari di provvedimenti di espulsione ma ancora non rimpatriati.
In questo contesto, la consigliera provinciale Stefania Segnana (Lega) ha presentato una question time rivolta alla Giunta per chiedere informazioni sul percorso per la realizzazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) anche in Trentino e le tempistiche previste per la progressiva dismissione della struttura attualmente destinata all’accoglienza dei richiedenti asilo, Residenza Fersina.
Osserva Segnana: «L’obiettivo è quello di mettere in campo tutte le azioni possibili per gestire al meglio il tema della sicurezza, serve un quadro chiaro di quanto già intrapreso e di quello che si intende mettere in campo. L’assenza di una struttura come il CPR comporta infatti criticità concrete nella gestione dei rimpatri, con ripercussioni sia sull’efficacia delle politiche migratorie sia sulla percezione di sicurezza da parte dei cittadini.”
Nel rispondere in aula, il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha evidenziato come, in tema di immigrazione, la Provincia autonoma di Trento abbia recentemente avviato, in coerenza con gli indirizzi del Consiglio provinciale e con il quadro normativo statale, un percorso strutturato volto a coniugare sicurezza, legalità e coesione sociale con integrazione e sviluppo economico del territorio. In questo senso, ha richiamato la mozione approvata recentemente, sottolineando come il CPR rappresenti uno strumento funzionale al rafforzamento della legalità, da affiancare a politiche attive per l’occupazione.
Fugatti ha inoltre ricordato l’accordo di collaborazione siglato il 24 ottobre con il Ministero dell’Interno, definito come il perno dell’azione congiunta tra Stato e Provincia sul tema dei migranti. L’intesa prevede, tra gli obiettivi strategici, la progressiva riduzione della pressione sul sistema provinciale di accoglienza, anche attraverso una gestione più efficace dei rimpatri e una redistribuzione equilibrata dei flussi a livello nazionale. Attualmente, ha precisato il Presidente, sono in corso le trattative per l’acquisizione dell’area destinata alla realizzazione del CPR e per la definizione del progetto esecutivo, con l’obiettivo di rendere operativa la struttura nei primi mesi del 2027.
Parallelamente, è stato sottoscritto il 26 febbraio 2026 un protocollo d’intesa tra la Provincia e il Commissariato del Governo che disciplina in modo organico la gestione dell’accoglienza sul territorio provinciale. Per quanto riguarda il superamento dell’attuale sistema, è prevista la dismissione della struttura “Residenza Fersina” entro i tempi necessari alla consegna delle aree destinate alla realizzazione del nuovo ospedale.«Ringrazio il Presidente Fugatti per la risposta e per le tempistiche», ha commentato Segnana. «Rafforzare la capacità di esecuzione dei rimpatri», evidenzia, «significa rendere più efficace l’intero sistema e dare risposte concrete anche in termini di sicurezza percepita». Si tratta, secondo la consigliera, «di un passaggio indispensabile per garantire ordine, legalità e maggiore credibilità alle politiche migratorie».