La Lega Trentino celebra il via libera all’impiego dell’Esercito in città come la vittoria della perseveranza e della coerenza politica.

L’approvazione, sebbene arrivi a distanza di anni dalla nostra proposta, è l’atto finale di un lungo percorso segnato da ostacoli e resistenze. Devid Moranduzzo (consigliere comunale): “Questo non è un passo avanti del centrosinistra, è il recupero di un grave ritardo. Tra il 2015 e il 2018, abbiamo presentato ben tre documenti in Consiglio Comunale per chiedere l’intervento dell’operazione ‘Strade Sicure’ nelle zone a rischio della città. Le prime due volte, la nostra proposta è stata bocciata con motivazioni ideologiche. Solo al terzo tentativo, il documento è stato approvato, ma con la forte opposizione del Partito Democratico. Ciò ha messo in luce le profonde divisioni interne alla maggioranza, che si è spaccata di fronte alla realtà.”

Gianni Festini Brosa (consigliere circoscrizionale): “Come ex consigliere comunale, ho assistito in prima persona alla battaglia condotta dalla Lega in Consiglio Comunale a Trento. All’epoca, la nostra proposta fu respinta due volte e approvata al terzo tentativo senza poi aver seguito, ma la storia ci ha dato ragione. Se avessero agito prima, avremmo potuto garantire una maggiore sicurezza a Trento già da molto tempo. Il ritardo accumulato è un costo che la nostra comunità ha pagato sulla propria pelle. Il centrosinistra e il sindaco Ianeselli arrivano con molti anni di ritardo su una battaglia che noi abbiamo combattuto da sempre.”

Questa è una vittoria e l’unica vittoria che conta è quella nei confronti dei cittadini che vivono nelle
zone più disagiate della nostra città, così come dei commercianti e degli esercenti che da tempo vivono
con la paura che possa succedere loro qualcosa,
” conclude la nota. “In queste aree c’è purtroppo tanto
disagio, ma non è di certo per colpa loro. Ringraziamo il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica
per aver dato il via libera a questo progetto importante che, ci auguriamo, possa durare nel tempo fino a
quando i problemi non saranno risolti. L’obiettivo è che l’impiego dei militari non sia limitato a un
periodo ben preciso, ma che diventi un’iniziativa duratura.”