Oggi pomeriggio il Consiglio provinciale ha discusso e approvato una mozione, a prima firma della consigliera della Lega Stefania Segnana, che impegna la Giunta ad avviare uno studio di fattibilità per la riorganizzazione e il decentramento di una parte degli uffici dell’Amministrazione provinciale attualmente concentrati nel capoluogo, con l’obiettivo di redistribuire in maniera più equilibrata le funzioni amministrative sul territorio e promuovere la vivibilità delle valli del Trentino.
La proposta si pone su un duplice obiettivo: da un lato, migliorare la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare per coloro che, pur risiedendo nelle valli, lavorano quotidianamente nel capoluogo; dall’altro, prevenire il trasferimento forzato delle famiglie verso Trento, spesso dettato proprio dalla distanza tra il luogo di residenza e quello di lavoro.
“Rivedere l’attuale organizzazione territoriale degli uffici provinciali – ha spiegato la consigliera Segnana – significa promuovere condizioni lavorative più sostenibili e contribuire a mantenere la popolazione nei territori, evitando che l’accesso al lavoro pubblico implichi l’abbandono delle aree periferiche. Per questo motivo – ha aggiunto – è opportuno avviare uno studio di fattibilità che valuti concretamente come rendere possibile un decentramento mirato, efficace e sostenibile degli uffici provinciali”.
Attualmente, su circa 4.500 dipendenti dell’Amministrazione provinciale, 600 operano nelle valli. La mozione chiede dunque l’avvio di uno studio tecnico che analizzi modalità, impatti e benefici del decentramento di alcune sedi operative nelle aree montane, valutando le infrastrutture esistenti.
La proposta si inserisce in un quadro più ampio di interventi che l’Amministrazione provinciale, sotto la guida della Giunta Fugatti, sta portando avanti per contrastare lo spopolamento delle zone periferiche. “Questa mozione mira a proseguire a un percorso iniziato già nella scorsa legislatura – ha evidenziato Segnana – e oggi, a distanza di quattro anni, risulta ancor più urgente consolidarlo come modello di rivitalizzazione per le nostre comunità montane. Lo dimostrano anche progetti già avviati, come Ri-Val – Rigenerare le Valli del Trentino, che punta a rafforzare i servizi, l’attrattività e le opportunità abitative nei piccoli comuni, o il recente contributo a fondo perduto fino a 100.000 euro per chi acquista e ristruttura immobili nei centri colpiti da calo demografico.” – ha proseguito la consigliera della Lega.
Sostenere la permanenza nei territori non significa solo aiutare le famiglie economicamente, ma ripensare la pubblica amministrazione in un’ottica di prossimità. “Uno studio di fattibilità ben strutturato potrà fornirci le basi per avviare un percorso di trasformazione capace di rafforzare la coesione sociale del nostro Trentino” – ha concluso Segnana.
