Una misura concreta per colmare il divario tra formazione e lavoro, tra potenzialità e opportunità. È quanto prevede la proposta di ordine del giorno approvata questo pomeriggio all’unanimità dal Consiglio provinciale a prima firma della consigliera della Lega Stefania Segnana, che avvia la sperimentazione di un modello integrato per facilitare il passaggio delle persone con disabilità dal percorso propedeutico a quello di inserimento lavorativo. 

“Nel campo dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità si distinguono due principali profili: quello propedeutico, orientato alla preparazione graduale al lavoro, e quello di inserimento, rivolto a chi è già pronto ad affrontare un’esperienza occupazionale. Il primo offre percorsi di orientamento, formazione e sviluppo dell’autonomia personale ma senza strumenti adeguati di valutazione e accompagnamento, rischia di trasformarsi in un percorso senza sbocchi, limitando l’evoluzione verso un progetto occupazionale vero e proprio.” – ha spiegato Segnana. 

Le motivazioni che contribuiscono a tale rischio sono molteplici, come la particolarità di situazioni individuali, il sovraccarico sui servizi sociali territoriali e la complessità intrinseca dei percorsi di inserimento lavorativo, che richiedono non solo competenze tecniche, ma anche  adattamento a contesti non sempre pronti ad accogliere la fragilità.

Per questo l’ordine del giorno impegna la Giunta ad avviare una sperimentazione articolata in due fasi: una prima, centrata sullo sviluppo dei prerequisiti di base e delle autonomie personali; una seconda, orientata ai prerequisiti evoluti, con l’introduzione strutturata del tirocinio in contesti produttivi reali, accompagnato da affiancamento educativo e da momenti di valutazione e rielaborazione dell’esperienza.

“L’obiettivo – ha aggiunto la consigliera – è costruire un percorso dinamico, personalizzato e orientato all’occupabilità, che consenta anche una rivalutazione formale del profilo della persona e, dove possibile, l’avvio di un tirocinio finalizzato all’assunzione”.

Il documento approvato prevede inoltre che il modello sia costruito in stretta collaborazione tra i servizi sociali, l’Agenzia per il Lavoro, il Terzo settore e il mondo imprenditoriale, valorizzando la co-progettazione e garantendo continuità e supporto educativo lungo tutto il percorso.

A completare l’impianto della misura, si chiede il rafforzamento dei servizi coinvolti, anche attraverso l’inserimento di figure educative aggiuntive, e il monitoraggio post-inserimento, per poter intervenire tempestivamente in caso di criticità.

Il modello sperimentale si inserisce nel quadro delineato dal decreto legislativo n. 62/2024, relativo alla riforma dei progetti di vita delle persone con disabilità, e trova piena coerenza con le priorità del Documento di economia e finanza provinciale 2026–2028, che pone l’inclusione lavorativa tra gli obiettivi strategici.

“Con questa proposta – ha concluso Segnana – facciamo un passo avanti importante: passiamo dalla teoria alla pratica mettendo al centro la persona, le sue potenzialità e il diritto a un futuro lavorativo dignitoso e sostenibile.”